Citazioni

La mia opinione sull'arte?

OSCAR WILDE ALLA SBARRA

In un primo momento del processo, il pubblico ministero Carson concentra l’interrogatorio sulla personalità artistica dello scrittore. Carson cerca di "incastrare" Wilde costringendolo ad ammettere pubblicamente di sostenere e incoraggiare opere "immorali". Allo scopo, Carson tira in ballo lo scabroso racconto "Il prete e il chierichetto", di J.F. Bloxham. Il racconto, infatti, è pubblicato sul "Chameleon", una rivista di studenti che pubblica nello stesso numero il saggio di Wilde "Frasi e filosofie ad uso dei giovani".

Quello che segue è un estratto degli atti del processo. Breve, ma significativo. E, soprattutto, di estrema attualità a un secolo di distanza.
Cento anni dopo, la voce di Oscar Wilde risuona ancora forte e chiara nella condanna del filisteismo e nella difesa appassionata della libertà dell’arte. Vale la pena di riascoltarla.

CARSON: Lei ha letto "Il prete e il chierichetto"?
WILDE: Sì.
CARSON: Non dubita che quello fosse un racconto sconveniente?
WILDE: Dal punto di vista letterario era altamente sconveniente. Per uno che si occupi di letteratura è impossibile giudicarlo diversamente. Per "letteratura" intendo il trattamento, la scelta del tema e così via. Giudicai pessima la forma e pessimo il soggetto.
CARSON: Se non sbaglio lei è dell’idea che non esistano libri immorali.
WILDE: Infatti.
CARSON: Posso concludere che per lei "Il prete e il chierichetto" non era uno scritto immorale?
WILDE: Era peggio che immorale. Era scritto male.
CARSON: Non era la storia di un prete che si innamora di un ragazzo che lo aiuta all’altare, che viene poi scoperto da un curato nella stanza del prete con conseguente scandalo?
WILDE: L’ho letto una volta sola, lo scorso novembre, e per niente al mondo lo rileggerei. Non mi piace. Non mi interessa.
CARSON: Lei ritiene il racconto blasfemo?
WILDE: Ritengo che abbia violato ogni canone di bellezza artistica.
(…)
CARSON: Risponda alla domanda, signore. Considerò il racconto blasfemo o no?
WILDE: Lo reputai disgustoso.
CARSON: Capisco. Lo sa che nel racconto quando il prete dà il veleno al ragazzo pronuncia le parole della consacrazione del rito anglicano?
WILDE: L’avevo completamente dimenticato.
CARSON: E questo non lo considera blasfemo?
WILDE: A me sembra orribile. "Blasfemo" non appartiene al mio vocabolario.
(…)
CARSON: Ho ragione se dico che lei non si preoccupa degli effetti morali o immorali che un’opera può produrre?
WILDE: Giusto, è così.
(…)
Quando scrivo una commedia o un libro, mi occupo esclusivamente di letteratura. Cioè di arte. Non mi propongo di fare del bene o del male, ma di cercare di creare una cosa che abbia un certo grado di bellezza.
CARSON: "Se si dice la verità si è sicuri, prima o poi, di essere scoperti". (…) E’ (una massima, NdT) buona per i giovani?
WILDE: Qualsiasi cosa stimoli a pensare è buona, a qualunque età.
CARSON: Che sia morale o immorale?
WILDE: Moralità e immoralità non esistono per il pensiero. Riguardano l’emozione.
(…)
CARSON: Cito dalla sua introduzione a "Dorian Gray": "Non esistono libri morali o immorali come crede la maggior parte della gente. I libri sono scritti bene o scritti male." Questo esprime la sua opinione sull’arte?
WILDE: La mia opinione sull’arte? Sì.
CARSON: Ne deduco che quando un libro è scritto bene, per quanto immorale possa essere, secondo lei è un bel libro?
WILDE: Sì, se è scritto così bene da suscitare un sentimento di bellezza, che è il sentimento più alto che un essere umano possa provare. Se fosse scritto male, provocherebbe una sensazione di disgusto.
CARSON: Allora un libro scritto bene, ma che sostenga principi morali corrotti, potrebbe essere un buon libro?
WILDE: Nessun’opera d’arte sostiene mai dei princìpi. I principi appartengono a chi non è artista.
CARSON: Un romanzo corrotto potrebbe essere un buon libro?
WILDE: Non so cosa intenda lei per "romanzo corrotto".
CARSON: Posso dire allora che "Dorian Gray" si presta a essere considerato tale?
WILDE: Solo da parte di bruti e illetterati. Le opinioni dei filistei in arte sono di una imbecillità incalcolabile.
CARSON: Un illetterato che leggesse Dorian Gray potrebbe considerarlo tale (corrotto, ndt)?
WILDE: Le opinioni degli illetterati sull’arte sono bizzarre. Io mi occupo soltanto delle mie opinioni sull’arte. Di quello che pensano gli altri non mi importa un accidente.

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