Citazioni

Da: L'attimo fuggente (Quale sarà il tuo verso?)

Keating:  Ora aprite i vostri testi a pagina 21 dell’introduzione. Lei, Perry, vuole leggere il
                   primo paragrafo dell’introduzione, intitolato: Comprendere la Poesia?
Perry:      Comprendere la poesia di Johnathan Evans Prichard, Professore emerito. Per
                   comprendere appieno la poesia, dobbiamo, innanzitutto, conoscere la metrica,
                   la rima e le figure retoriche e, poi porci due domande: uno con quanta efficacia
                   sia stato il fine poetico e due, quanto sia importante tale fine.
                   La prima domanda valuta la forma di una poesia, la seconda ne valuta 
                    l’importanza. Una volta risposto a queste domande, determinare la grandezza
                    di una poesia, diventa una questione relativamente semplice.
                    Se segniamo la perfezione di una poesia sull’asse orizzontale di un grafico e la
                    sua importanza su quello verticale, sarà sufficiente calcolare l’area totale della
                    poesia per misurarne la grandezza.
                    Un sonetto di Byron può avere valori alti in verticale, ma soltanto medi in
                    orizzontale, un sonetto di Shakespeare avrà, d’altro canto, valori molto alti in
                    orizzontale e in verticale con un’imponente area totale, che, di conseguenza, ne
                    rivela l’autentica grandezza.
                    Procedendo nella lettura di questo libro, esercitatevi in tale metodo di
                    valutazione, crescendo così la vostra capacità di valutare la poesia, aumenterà
                    il vostro godimento e la comprensione della poesia.
Keating:   Escrementi! Ecco cosa penso delle teorie di J. Evans Prichard. Non stiamo
                    parlando di tubi, stiamo parlando di poesia, ma si può giudicare la poesia
                    facendo la hit parade. Gagliardo Byron, è solo al quinto posto, ma è poco
                    ballabile.
Keating:   Adesso voglio che strappiate quella pagina!: Coraggio, strappate
                    l’intera pagina. Mi avete sentito, strappatele? Ho detto di strappatele! Coraggio,
                   strappatela. Molto bene, Dalton, anzi, sapete una cosa, è meglio che strappiate
                   tutta l’introduzione, voglio che sparisca per sempre, che non ne rimanga traccia
                   alcuna. Avanti, strappate. Vai con Dio J. Evans Prichard, professore emerito.
                   Strappate, strappate, rompete, frantumate, non voglio sentire altro che gli strappi
                   del professor Prichard, forza che poi attacchiamo tutto in bagno. Non è la
                    Bibbia, non andrete certo all’inferno.
Richard:  Questo è matto!
Keating:   Coraggio, fate un lavoro accurato, che non ne rimanga niente!
Richard:  Ma non si strappa un libro!
Neil:          Strappa, strappa e strappa, dai!
Keating:   Strappate, signori, strappate.
Altri:         E dai…
                   Io strappo tutto il libro, eh, professore?
                  Ah, Ah…
Mc Allister: Ma che diavolo sta succedendo qui!
Keating:  Non sento più strappi.
Mc Al.      Signor Keating!
Keating:   Signor Mc Allister!
Mc Al.     Mi scusi, io non sapevo che fosse qui.
Keating:   E invece.
Mc Al.      Ah, allora, c’è, mi scusi.
Keating:  Continuate a strappare, ragazzi. Questa è una battaglia, una guerra e le vittime
               sarebbero i vostri cuori e le vostre anime. Grazie mille, Dalton. Armate di
               accademici, che avanzano misurando la poesia, no, non lo permetteremo, basta
               con i J. Evans Prichard. E ora, miei adorati, imparerete di nuovo a pensare con la
               vostra testa, imparerete ad assaporare parole e linguaggio. Qualunque cosa si
               dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo. Quello sguardo negli
               occhi di Pitts dice che la letteratura dell’Ottocento non c’entra con le facoltà di
               economia e di medicina, può darsi. E lei, Hopkins, è d’accordo con lui e pensa: 
               È sì, dovremmo semplicemente studiare il professor Prichard, imparare rima e
               metrica e preoccuparci di coltivare altre ambizioni.

               Ho un segreto da confessarvi, avvicinatevi, avvicinatevi! Non leggiamo e
               scriviamo poesie perché è carino, noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo
               membri della razza umana e la razza umana è piena di passione. Medicina,
               legge, economia, ingegneria, sono nobili professioni, necessarie al nostro
               sostentamento, ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste
               le cose che ci tengono in vita.
      
               O me o vita!
               Domande come queste mi perseguitano.
               Infiniti cortei di infedeli,
               città gremite di stolti,
               che v’è di nuovo in tutto questo?
               O me o vita!
               Risposta:
               Che tu sei qui,
               che la vita esiste e l’identità,
               che il potente spettacolo continua
               e che tu puoi contribuire con un verso.

               “Che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso”.
               Quale sarà il tuo verso?”

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